In Sicilia primi casi di denunce per i “furbetti” del reddito di cittadinanza.
I Carabinieri della Stazione di Partanna Mondello unitamente a personale del locale Nucleo Ispettorato del Lavoro, a seguito di un servizio mirato alla verifica delle disposizioni in materia di reddito di cittadinanza, hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due palermitani di 52 anni. A seguito di attività investigativa e del successivo controllo è emerso che l’uomo, beneficiario del “reddito di cittadinanza”, per il quale gli era stata già corrisposta la somma di 300 euro, svolgeva prestazioni “in nero”.
I militari dell’Arma infatti, lo sorprendevano intento ad eseguire lavori di ristrutturazione per una ditta edile. La ditta individuale in questione, non era iscritta alla camera di commercio ed impiegava in nero l’uomo. Il titolare veniva deferito all’Autorità Giudiziaria in quanto resosi responsabile di “omessa visita medica e formazione del personale – mancata redazione del piano operativo di sicurezza e nomina del medico competente” inoltre gli veniva notificato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
I Carabinieri inoltre riscontravano la presenza di un ulteriore società edile che impiegava un altro lavoratore “in nero”, emettevano quindi altro provvedimento di sospensione dell’attività nei confronti della società. A conclusione del servizio, la carta acquisti veniva sequestrata, e sono state elevate sanzioni per 7.200 euro ed ammende in fase di quantificazione, stimate intorno a 60.000 euro
Una seconda indagine effettuata dai Carabinieri della Stazione di Acqua dei Corsari unitamente ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro ha riguardato due coniugi palermitani, lui di 35 anni e lei di 30 anni, denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. A seguito dei controlli è emerso che, sebbene la donna percepisse il “Reddito di cittadinanza” e le fosse già stata corrisposta la somma di 1.050 euro, il coniuge 35enne svolgeva prestazioni di lavoro “in nero”.
I militari dell’Arma infatti, lo hanno sorpreso intento a lavorare come pasticcere all’interno del laboratorio di un bar.
I Carabinieri accertavano, inoltre, che il titolare dell’ esercizio impiegava in nero anche altri 3 lavoratori. La carta acquisti veniva quindi sequestrata e venivano altresì elevate sanzioni e ammende per un totale di 112.000 euro.
Ed ancora, i Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni di Palermo, intervenuti, hanno accertato la detenzione, la lavorazione di alimenti in cattivo stato di conservazione nonché carenze igienico-sanitarie e la mancanza del piano di autocontrollo elevando, pertanto sanzioni amministrative per un totale di 2.000 euro e sottoponendo a sequestro giudiziario il laboratorio di pasticceria.