Con un provvedimento del Direttore Generale del Personale e della Formazione del 20 giugno, è stata disposta l’assunzione di 503 idonei del concorso da 800 posti per il profilo professionale di assistente giudiziario, secondo quanto previsto dal decreto interministeriale del 18 aprile 2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 136 del 12 giugno 2019.
Gli idonei convocati saranno chiamati alla scelta della sede e alla contestuale firma del contratto dal 2 al 4 luglio presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia e del Personale dell’Amministrazione “Giovanni Falcone” e prenderanno servizio il 25 luglio. Le 503 unità fanno parte di un primo blocco delle 903 assunzioni annunciate dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook il 5 aprile scorso.
A fine mese, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, aveva reso noto di aver firmato il decreto che dispone l’ingresso di ulteriori 903 assistenti giudiziari negli uffici giudiziari italiani e un nuovo concorso per il profilo di 1.850 funzionari giudiziari.
Quindi, il 7 giugno, il decreto è stato registrato alla Corte dei Conti ed il 12 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con le firme congiunte dei Ministri Bonafede e Bongiorno.
Un provvedimento resosi necessario “al fine di potenziare, nel più breve tempo possibile, il funzionamento degli uffici giudiziari e di garantirne la piena funzionalità in relazione alle attuali, rilevanti scoperture di organico”. E i vuoti di organico nei tribunali del nostro Paese sono davvero tanti.
Il Piano Triennale di Fabbisogno del Personale per il triennio 2019/2021 e trasmesso il 12 giugno scorso dalla Direzione Generale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia alle organizzazioni sindacali, mette nero su bianco numeri impietosi. A fronte di una dotazione organica di 43.289 unità, le carenze di organico sono 9.265, il 21,40% del totale. Nello specifico, le carenze ammontano al 25,36% per l’Area III, al 18,88% per l’Area II, al 25,59% per l’Area I e al 26,27% per i dirigenti di II fascia.
Per quanto riguarda il profilo professionale di assistente giudiziario, per una dotazione organica di 11.014 unità, i posti attualmente occupati sono 10.219 mentre le carenze di organico sono pari a 795 unità, il 7,22% del totale.
Questi dati servono a spiegare la necessità di nuove assunzioni nei tribunali e nelle corti d’appello.
Gli strumenti legislativi, quali la Legge di Bilancio 2019, la Legge n. 26 del 28 marzo 2019, (ex Decretone), e il decreto legge del 28 settembre 2018 n. 109, conosciuto anche come decreto “Genova”, ci sono ma ci sono anche le risorse finanziarie.
Dal 2014 ad oggi, c’è stato un incremento degli investimenti sulla giustizia fino al 13%. Nella digitalizzazione ci sono investimenti fino al 2033 sia per il processo civile telematico, sia per il processo penale telematico. Nei 640 uffici giudiziari italiani risultano attualmente impiegate fra le 34 e le 36.000 unità di personale a fronte di una dotazione di circa 43.000.
Il piano di programmazione assunzionale varato dall’attuale esecutivo, per il prossimo triennio, prevede l’ingresso di circa 8.135 unità per tutti i profili professionali operanti nell’amministrazione giudiziaria. Per il profilo di assistente giudiziario, il piano di fabbisogno triennale prevede, nel 2019, l’assunzione di 1.503 unità, di cui 903, attraverso i fondi straordinari previsti dalla Legge di Bilancio, e 600 unità, utilizzando le anticipazioni di spesa autorizzate dal “Decretone”, nonché di ulteriori 297, nel 2021.
Tuttavia, le tempistiche per questi ultimi idonei potrebbero essere più brevi, in considerazione di rinunce, dimissioni e ulteriori rinunce da parte di chi ha superato altri concorsi. Di sicuro c’è che la giustizia ha bisogno di risorse, umane e materiali.
Il nostro sistema giudiziario, considerato lento e poco efficiente anche dall’ultimo report diffuso il 5 giugno scorso dalla Commissione Europea, deve ripartire e per farlo serve personale.
In questi giorni, il Governo sta lavorando per una riforma della giustizia che consenta soprattutto di accorciare i tempi dei processi. Tutto questo non sarà possibile fino a quando negli uffici giudiziari italiani non saranno assunte risorse qualificate in grado di offrire supporto e competenze per migliorare il funzionamento del sistema giustizia.
Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, ha accolto con soddisfazione l’assunzione di ulteriori idonei mediante lo scorrimento della graduatoria venutasi a determinare a seguito del concorso indetto dal Ministero della Giustizia nel novembre 2016.
Ciò nonostante continuerà a lavorare con lo stesso impegno e la stessa tenacia con cui da oltre un anno e mezzo sta portando avanti la sua causa e continuerà a farlo fino a quando l’ultimo idoneo della graduatoria non avrà firmato il suo contratto e scelto al sua sede.