Da anni la giustizia italiana fa i conti con gravi carenze di personale amministrativo negli uffici giudiziari. Ciò comporta pesanti ripercussioni sull’operato di magistrati, avvocati e di tutti gli altri operatori della giustizia che, ogni giorno, si imbattono in ostacoli pratici e lentezze non riuscendo, in molti casi, a garantire i livelli essenziali di assistenza amministrativa.
Il ministero della Giustizia, per sopperire ai vuoti di organico, nel novembre 2016 ha indetto un concorso per il profilo di 800 assistenti giudiziari che si è svolto, tra maggio ed ottobre, con modalità telematiche. In tutto 308.468 domande, 79.322 candidati e una graduatoria finale di 4.915 persone, pubblicata lo scorso 14 novembre.
Tra gennaio e febbraio di quest’anno hanno preso servizio in 1400. Il primo febbraio il ministro Orlando ha firmato un decreto con cui veniva disposta l’assunzione di altri 1420 idonei, 1014 dei quali hanno già preso servizio lo scorso 26 aprile. I restanti 420 saranno convocati a luglio per la scelta della sede. Con un comunicato del 10 maggio, il Guardasigilli ha annunciato di aver inviato richiesta formale per l’assunzione di ulteriori 200 idonei. Contando anche le rinunce, in graduatoria restano 1840 persone.
Il Comitato idonei assistenti giudiziari (Ciag) si è costituito lo scorso 21 ottobre 2017. Ad oggi conta più di 2.000 iscritti e il suo obiettivo è quello di pervenire, in tempi rapidi, all’integrale scorrimento della graduatoria. In appena sette mesi di attività il Ciag si è già confrontato con rappresentanze del mondo politico e sindacale, raccogliendo l’appoggio anche dagli ambienti delle istituzioni giudiziarie.
Attestazioni di sostegno sono arrivate dall’Unione camere penali italiane, dal Consiglio nazionale forense, da consigli dell’Ordine degli avvocati e da vari sindaci.
Una giustizia efficiente e con tempistiche ragionevoli non si avvale soltanto dell’apporto di magistrati e avvocati preparati, ma anche del contributo di personale amministrativo valido e qualificato.