Ottava edizione del Salone della Giustizia in programma a Roma dal 15 al 17 maggio. E come ogni anno, abbiamo cercato di accendere i riflettori sui temi più attuali e attinenti a un “concetto” di giustizia inteso in senso lato, allargandolo oltre le aule dei tribunali. Dove vorremmo, da cittadini, che ci fosse più “giustizia”? Ce lo siamo chiesto discutendo sugli agli avvenimenti in Italia e nel mondo. Ne abbiamo parlato tra di noi, a casa, con gli amici; abbiamo consultato gli esperti. Le risposte sono esattamente i temi di questa edizione.

Dopo i messaggi istituzionali, seguiranno gli interventi del presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi e del ministro della Giustizia argentino German Garavano. La presidente della Fondazione Gerusalemme Johanna Arbib leggerà i saluti pervenuti dal ministro della Giustizia USA, dal ministro della Giustizia dello Stato di Israele e dal ministro della Giustizia britannico. Grazie alla presidente della FIAS Laura Santarelli da quest’anno i lavori del Salone potranno essere seguiti attraverso la lingua dei segni anche dai cittadini sordi.

Si aprirà parlando di futuro, di giovani e lavoro. Abbiamo quindi riunito intorno al tavolo di questo primo convegno un altissimo magistrato (il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio), il direttore dell’Ufficio cultura e università Mons. Andrea Lonardo, il rettore di una grande università come quella romana di Tor Vergata (Giuseppe Novelli, scienziato e genetista di fama internazionale), due sindacalisti di lungo corso (Raffaele Bonanni, già segretario generale Cisl e Emilio Miceli, segretario generale FILCTEM-CGIL), il presidente di Nplus, già presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria (il ventinovenne Giordano Riello). Un Gotha di esperti. Mancava però qualcuno che desse voce al “soggetto” che sarà al centro del dibattito: i giovani. Al tavolo ci sarà quindi anche Francesco Tabacchino, presidente di un organismo (Associazione europea dei giovani) che avrà modo di rappresentare le istanze di una classe sociale di cui tanto si parla ma che nessuno consulta.

Nel pomeriggio della prima giornata affronteremo un tema politico e costituzionale, quello scottante delle autonomie regionali. Si parlerà dei referendum per ottenere la gestione autonoma dei singoli territori, di cosa diventerebbe l’Italia se ciascuna regione pensasse a se stessa.Ne dibatteranno Michele Emiliano, presidente della Puglia (anche nella sua veste di magistrato), l’Avvocato generale dello Stato Massimo Massella Ducci Teri, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello, un professore di Diritto costituzionale (Alfonso Celotto) e uno di Economia politica (Gustavo Piga), Piergiorgio Valente, presidente del Fiscal Committee della Confédération Fiscale Européenne (CFE).

E di economia si tornerà subito a parlare in apertura della seconda giornata. Fra meno di un anno l’Inghilterra uscirà dall’Unione europea: quali saranno allora le strategie tra Italia e Regno Unito? Gianni Letta lo chiederà al ministro plenipotenziario , Ken O’ Flaherty, vicecapo missione dell’Ambasciata britannica. Nel dibattito potranno esprimere il loro competente punto di vista Giuseppe Severini (presidente V° sez. Consiglio di Stato), Mauro Moretti (un manager che ha saputo amministrare grandi aziende come Leonardo e Ferrovie dello Stato), Beniamino Quintieri (presidente della Sace), Donato Iacovone (amministratore delegato Ernst & Young). La Brexit, ovvero l’uscita inglese dalla UE, cambierà e come le strategie industriali dei nostri paesi?

Ma che sviluppo può esserci se l’Italia, l’Europa, il mondo intero rimangono sotto il ricatto del terrorismo? Ne parleremo durante il convegno pomeridiano con i massimi esperti del settore: Franco Gabrielli, capo della nostra Polizia, Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giuseppe Amato, procuratore capo di Bologna. E, per affrontare questo problema da una angolazione internazionale, ecco l’ambasciatore dello Stato di Israele in Italia Ofer Sachs e l’FBI rappresentata da Kieran L. Ramsey dell’Ambasciata americana di Roma.

L’ultimo giorno del Salone sarà interamente riservato a un confronto molto delicato: i rapporti tra media e magistratura. Dopo l’introduzione di Tommaso Marvasi, presidente del Tribunale delle imprese, i giornalisti Luigi Contu, direttore dell’agenzia ANSA, e Virman Cusenza, direttore del Mes-saggero, si confronteranno con: il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, il presidente della Cassazione Giovanni Mammone, il presidente dell’Associazione magistrati Francesco Minisci. A moderare gli interventi ci sarà Antonio Di Bella, direttore di RaiNews24. Quella di invitare autorevoli colleghi a pilotare i convegni e stimolare gli interventi, è un’altra caratteristica del Salone che punta come sempre a soddisfare soprattutto le aspettative della platea. A questo compito saranno chiamati anche Raffaele Marmo (Quotidiano Nazionale), Alessandro Galimberti (presidente Ordine Giornalisti Lombardia), Philip Willan (corrispondente del Times), Fiorenza Sarzanini (Corriere della Sera).

Carlo Malinconico, presidente del Salone della Giustizia, tirerà le somme delle tre giornate di lavori, che avranno avuto importanti appendici in numerosi workshop collaterali sulle carriere in magistratura, il made in Italy, il diritto di famiglia, la tutela dell’infanzia, il cyberbulllismo, il femminicidio e la fibromialgia, una malattia invalidante di cui soffrono oltre due milioni di cittadini ma che non ha tutela sanitaria.

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati con il suo intervento concluderà l’8° edizione del Salone della Giustizia.

Ingresso come sempre gratuito. Previsti crediti professionali per tutte le giornate del Salone a favore dei procuratori legali e dei giornalisti.