A nome dello Stato d’Israele, sono lieta di salutare l’Italia, i cittadini italiani e
il Salone della Giustizia. L’Italia e Israele, i nostri paesi e i nostri popoli, hanno una storia di amicizia che risale alla fondazione del nostro Stato, esattamente 70 anni fa. Molti di noi riconoscono il simbolo universale della Dea della Giustizia, Iustitia, la divinità romana della Giustizia, che viene raffigurata bendata e nell’atto di sorreggere una bilancia e una spada. La benda rappresenta l’imparzialità, la bilancia rappresenta la giustizia e la spada rappresenta la punizione secondo la legge.
Tuttavia, migliaia di anni fa, prima che la Dea della Giustizia diventasse un’icona riconoscibile, Dio istruì il popolo ebraico: “La giustizia, la giustizia dovrai perseguire affinché tu possa prosperare”. Ma Dio non si è limitato a questo. Nel Libro di Devarim (il Deuteronomio), Dio istruisce i giudici:
“Ascoltate i vostri simili e decidete in modo giusto tra ciascun uomo e suo fratello o un estraneo. Non dovete essere parziali nel giudizio. Ascoltate il grande e il piccolo allo stesso modo”.
Molto tempo fa, prima che la civiltà codificasse le leggi, abbiamo compreso che la giustizia è uno dei valori ebraici fondamentali. Non deve esserci alcuna distinzione tra ricchi e poveri, potenti e non potenti, nativi e stranieri. L’uguaglianza di fronte alla legge è esattamente come l’uguaglianza davanti a Dio. Questi valori sono incorporati nel moderno Stato d’Israele, un paese in cui convivono ebraismo e democrazia, e in cui onoriamo la nostra eredità nel rispetto dei valori democratici universali.
Sono orgogliosa di servire il popolo d’Israele quale ministro della Giustizia. Il sistema giudiziario in Israele è un forte indicatore del nostro vivace sistema democratico.