“Nel settore bancario, 51 aziende operanti in Italia su 64 sono di derivazione inglese”. Con questa considerazione l’amministratore di Ernst&Young Donato Iacovone ha introdotto il suo intervento per analizzare i problemi che emergono con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. “Il prodotto finanziario – ha detto – è un mercato britannico e bisognerà ridiscuterlo con l’avvento della Brexit. Noi dobbiamo cercare, possibilmente tramite l’Unione europea, di trovare un buon accordo, ma se introduciamo dazi provochiamo danno per le aziende, per i consumatori e per i nostri lavoratori a Londra”.