violenza sulle donne

Le donne uccise dall’inizio del 2018 ad oggi sono state 94. I delitti per il 78% sono avvenuti tra le mura domestiche. Ma non solo: 8.414 sono i casi di stalking nel periodo gennaio/agosto 2018, a fronte di 9.905 nello stesso periodo del 2017 (-15,05%); l’azione di contrasto svolta dalle forze di polizia, ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 9.351 presunti autori di reato nel periodo del 2018, a fronte di 8.949 dello stesso periodo del 2017 (+4,49%); il numero di soggetti ammoniti per stalking registra un aumento del +23% nel lasso di tempo esaminato (passando da 672 a 827 individui). Solo il 19% dei soggetti già ammoniti per stalking, si rendono di nuovo autori dello stesso delitto, e la bassa percentuale di recidiva dimostra l’effetto positivo del provvedimento.
Per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia i dati ci indicano 10.204 casi nel periodo gennaio/agosto 2018, a fronte di 10.682 nello stesso periodo del 2017 (-4,47%); l’azione di contrasto ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 11.801 presunti autori di tale reato, a fronte di 10.644 negli stessi mesi del 2017 (+10,87%); il numero di soggetti ammoniti per violenza domestica registra un aumento del +31,5% tra gennaio/agosto 2018 rispetto all’anno precedente (passando da 409 a 538 individui). Solo il 17% dei soggetti già ammoniti per maltrattamenti in famiglia si rendono di nuovo autori dello stesso delitto e la bassa percentuale di recidiva dimostra l’effetto deterrente del provvedimento.
Tra gennaio e agosto 2018 sono state 2.977 le violenze sessuali, a fronte di 3.189 del 2017 (-6,65%); le forze di polizia hanno segnalato all’autorità giudiziaria di 3.217 presunti autori di reato, mentre lo scorso anno le segnalazioni erano state 3.011 (+6,84%).
Nel primo semestre del 2018 sono stati denunciati 8.718 casi di percosse; segnalati all’autorità giudiziaria 6.346 presunti autori di reato.

Il numero complessivo dei reati con vittime di sesso femminile è stato anche rapportato alla popolazione femminile censita per singola area geografica. Ne è emersa un’incidenza del fenomeno che attraversa tutto il Paese, con un quadro forse diverso da quello che si prospetta in genere l’immaginario collettivo, dove la Sicilia è la regione in cui le donne denunciano di più, seguita dalla Campania e dall’Emilia Romagna.

Con riferimento, invece, alla cittadinanza dei presunti autori di reato, in media il 27% sono stranieri, ma la percentuale sale al 34% se si considerano i soli presunti autori minorenni.
“Una donna che è vittima di violenza fisica, psicologica, economica, sociale, proprio perché prevaricata in quanto donna e privata di libertà ed autonomia, si sente sola, è rassegnata, prova vergogna, ha paura di ritorsioni per sé stessa e i propri figli, si crede colpevole, teme di non essere creduta. Il poliziotto a cui chiede aiuto deve sapere rispondere a questo dolore, consapevole che il più delle volte l’aggressore è una persona a cui la donna è legata da vincoli affettivi che determinano una condizione di grave stress emotivo e psicologico. Non basta applicare la legge, è necessario assicurare alla donna l’accoglienza, informazioni e sostegno necessari ad uscire dalla condizione di soggezione ed isolamento che sta vivendo”. Nelle parole del Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, tutta la strategia della Polizia di Stato a tutela delle donne, con prassi operative che vogliono informare, garantire la centralità della vittima, ascoltare e proteggere, farsi carico del dolore e fare rete con i soggetti pubblici e privati impegnati sul territorio.