Sì, il coordinamento funziona. Il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato ha analizzato la lotta italiana al terrore, dicendo che però “con il terrorismo di casa nostra abbiamo a suo tempo fallito. Ma quella esperienza abbiamo saputo metterla a frutto e oggi non manca più quell’ottica della prevenzione che ci rese ciechi a suo tempo. Prendiamo ad esempio le radicalizzazioni che avvengono nelle carceri e che portano poi appartenenti al jaidismo a compiere attentati. Oggi sappiamo sfruttare un rapporto sinergico carceri-magistratura-Polizia e intervenire con tempestività. Magari soltanto con provvedimenti amministrativi di espulsione se non ci sono elementi di rilevanza penale”.