Alfonso Bonafede

Alfonso Bonafede è il nuovo Guardasigilli.
Laurea in giurisprudenza e dottorato di ricerca in Diritto privato, parlamentare alla seconda legislatura, una riconosciuta capacità di mediatore, un’arte la sua di trovare il compromesso e mettere d’accordo gli opposti. Tutte doti alle quali dovrà fare ampio ricorso perché il cammino che lo attende è davvero tra i più ardui e minati. Il problema della giustizia in Italia è forse l’emergenza più sentita e il rapporto tra cittadini e magistratura non è mai stato così in crisi nell’Italia repubblicana.
Alla base di questa profonda spaccatura c’è la distanza che il popolo avverte tra se stesso e la cosiddetta “casta”, formata essenzialmente dai rappresentanti del “potere”. Ma chi sono materialmente costoro? I grandi industriali, i politici e i magistrati. Bonafede è chiamato a risolvere un terzo del problema.
Arretrato e durata dei processi sono gli aspetti imbarazzanti della nostra giustizia. Alle fine di marzo 2018, ci sono 1.520.599 processi penali pendenti. Ma lascia sbalorditi la situazione del civile: 3.587.589 le cause ancora da definire (e dire che le cose sono migliorate rispetto a dieci anni fa, quando l’arretrato toccò il picco di cinque milioni e 700 mila). Quanto alla durata dei processi penali, siamo a una media di 1.600 giorni, con alcuni casi limite: Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb, è stato assolto dopo otto anni, Clemente Mastella dopo nove. Nel civile, le vittime del G8 sono ancora in attesa dei risarcimenti, dopo 17 anni dai fatti…Riuscissimo a ridurre del dieci per cento i tempi della giustizia, avremmo quasi l’un per cento di miglioramento del Prodotto interno lordo. Durata e costo dei processi pongono il nostro paese in coda alla classifica sull’efficienza giudiziaria degli Stati (parametro rilevante per gli investimenti stranieri). Colpa dello scarso budget statale per la giustizia? No. In Italia, ci sono 2,3 tribunali ogni centomila abitanti (in Francia solo uno) e ogni magistrato italiano dispone di 3,7 addetti non togati (cancellieri e dattilografi) contro i 2,7 della Germania. Le toghe italiane sono le meglio remunerate in Europa e raggiungono il vertice della retribuzione dopo 27 anni di carriera, indipendentemente dal ruolo svolto e dai meriti.
Un altro grave aspetto è l’impunibilità dei colpevoli: nove casi irrisolti ogni cento abitanti contribuiscono a ingenerare la convinzione che troppo spesso chi viola la legge riesca, alla fine, a farla franca. Purtroppo, anche fra i magistrati: nelle cause intentate per dolo o colpa grave contro i giudici, solo lo 0,01 ha avuto successo.
Auguriamo sinceramente buon lavoro al ministro Bonafede e lo invitiamo a partecipare – come hanno fatto tutti i suoi predecessori – al prossimo Salone della Giustizia. Saremo i primi a complimentarci per i traguardi che avrà raggiunto sul campo.