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Non mettere il web tra moglie e marito, ovvero, come distruggere non solo un matrimonio ma anche un’amicizia più che decennale.
Il web si è impadronito del nostro tempo, decide per noi il percorso più veloce da fare in città, modificandolo in base al traffico, resettando quasi all’istante la direzione intrapresa. Le APP, queste magnifiche sconosciute, stanno intrappolando le nostre vite, non solo sulla scelta dell’itinerario da perseguire ma, come le polveri sottili dello smog, si stanno intromettendo anche nei rapporti affettivi.

Un film nelle sale qualche tempo fa ha iniziato a mostrare il lato sibillino del web mettendo in crisi un matrimonio e amicizie di lunga data, il contesto sociale personale di ognuno di noi.

E’ proprio questo ciò che vogliamo? Farci governare dal grande regista del web che a sua insaputa sta distruggendo, come un uragano tra i più potenti mai registrati, tutto ciò che ci ruota intorno?
Il bello è che a dirla tutta, nessuno sa chi sia questo regista che come in un film manovra i nostri destini. No, non c’è nessuna persona fisica dietro tutto ciò ma solo una infinita serie di combinazioni algoritmiche che fanno affiorare parole, pensieri, ideali che pensiamo siano soltanto nostri, al popolo che l’algoritmo decide.
Ecco allora che ciò che non avremmo voluto mai dire, forse neanche a noi stessi, presi da un momento di velleità nascoste, affidiamo il nostro pensiero ai social.
E’ così che, grazie alla miriade di combinazioni del codice binario il nostro pensiero si amplifica ed è proiettato nell’immenso schermo visibile a tutti, indistintamente se amici o nemici. Ed è proprio grazie alla rivoluzione del sistema binario che la famosa frase del Marquez: “Ognuno di noi ha tre vite, una vita privata, una vita pubblica e una vita segreta” perde l’intera valenza, pur valida fino a una trentina di anni fa, ma completamente sconfessata oggi.

Oggi siamo tutti intrappolati negli algoritmi dei social, le amicizie possono disintegrarsi così come i rapporti affettivi grazie al megafono virtuale attivo sugli smartphone a meno che…. non decidiamo di isolarci dai social. Ma a pensarci bene… essere parte attiva nei social, vuol dire davvero essere parte di un sistema sociale e restare individuo? A dirla tutta forse è preferibile essere fuori dai social, mantenendo così integra la propria individualità e raccontando i propri pensieri unicamente alla cerchia di conoscenze, aprendo il proprio scrigno di verità e bugie al riparo da occhi indiscreti.