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Che correlazione c’è fra un sistema giudiziario efficiente e gli investimenti, in particolare internazionali? E’ questo il tema su cui si è discusso nel corso del convegno conclusivo del Salone della Giustizia, dal titolo “Buona giustizia, ottimi investimenti”. Il dibattito è stato moderato dal direttore del Messaggero, Virman Cusenza. A introdurre i lavori è stata Cristina Lenoci del Comitato scientifico del Salone. Secondo Lenoci, “non è possibile sempre imputare alla giustizia amministrativa la mancanza di crescita del paese”. Opinione condivisa da Luciano Barra Caracciolo, sottosegretario per gli Affari europei. “Il problema mondiale – ha sottolineato – è di domanda, di livello di distribuzione dei redditi, sono trent’anni che si fanno politiche deflazionistiche”. Da parte sua, Guido Alpa, giurista e avvocato, presidente del Comitato scientifico del Salone, ha proposto due riforme: quella tributaria (dato che i ricorsi in Corte di Cassazione rappresentano una fetta cospicua), e quella costituzionale, per far sì che la Cassazione possa applicare la legge in modo uniforme e non come un terzo grado di giudizio. Alpa ha anche elogiato i passi avanti fatti dal sistema giudiziario negli ultimi anni, e il sistema degli arbitrati nelle controversie bancarie e dell’intermediazione finanziaria. Per Stefano Manzocchi, direttore del dipartimento economia e finanza dell’Università Luiss Guido Carli, le carenze del sistema giudiziario non sono “responsabili ma in parte complici”. La malagiustizia, ha ammonito, “ha un grande impatto sul sistema in termini di incertezza”. Secondo Giovanni Castellaneta, presidente doBank, “la lentezza della giustizia, l’incertezza politica, la mafia, la corruzione”, ma “anche la complessità del sistema italiano” sono tutti elementi che “spaventano gli investitori, in particolare i fondi”. Per quanto riguarda il settore del Private Equity, Fabio Massimo Giuseppetti, partner Palamon Capital partners, ha osservato che se la parte legale “non è un impedimento”, va ricordato che “il fondo è un animale razionale” il cui scopo è quello di “razionalizzare un investimento in tempi ragionevoli”. Secondo Agostino Nuzzolo, general counsel e responsabile affari legali di Telecom, “la legalità ha un costo” e di conseguenza “è più facile operare bene in paesi dove la legalità è già presente, con processi giusti e veloci”. Nel corso del convegno c’è stato anche un breve intervento di Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia, sull’Unione Europea, della quale ha criticato la trasformazione “da corpus solo economico” a “fabbrica della post-democrazia”. Le conclusioni, con un riepilogo sulla tre giorni dei lavori, sono state affidate a Giuseppe Severino, vicepresidente del Comitato scientifico del Salone, che ha sottolineato come il giudice debba soddisfare la domanda di giustizia.