Come conciliare la sicurezza dei cittadini e il diritto alla privacy. Per Kieran L. Ramsey, FBI, si tratta di un problema delicato. “Noi ci stiamo sforzando di far capire che il tema è identico, nel senso che la sicurezza del cittadino, il rispetto dei suoi diritti deve anche comprendere i nostri sforzi per assicurare entrambe queste prerogative. La collaborazione è indispensabile, come le segnalazioni anche banali ma che in passato ci hanno aiutato a sventare il rischio di pericolosi attentati”.

Quanto alla considerazione se negli Stati Uniti la sicurezza sia aumentata rispetto all’epoca dell’11 settembre, Ramsey ha detto che “il sistema di controllo è molto migliorato ma ancora non consente di impedire il terrorismo (come pure le sparatorie di massa) al cento per cento”. Situazione più sicura rispetto all’11 settembre? “Casi di persone con problemi mentali, casi di sparatorie di massa. Nuova strategia per prevenire tutti i tipi di attacchi – ha aggiunto Ramsey -. Le risorse umane e finanziarie ci hanno resi più sicuri. Oggi sarebbe difficile compiere un attacco di grandi dimensioni in USA. Ma la nostra strategia deve considerare anche le persone con disturbi mentali, problema con aspetti sociali e responsabilità del Governo o della Polizia, ma non della nostra organizzazione. Sparatorie: alcuni autori non avevano legami col terrorismo”.