Lo scorso maggio il Tribunale di Bari è stato dichiarato inagibile, in quanto erano state riscontrate delle anomalie strutturali e il rischio di un improvviso crollo era reale. Giudici, avvocati e impiegati quindi venivano ‘sfollati’ in una tensostruttura approntata nel piazzale antistante l’edificio pericolante. A giugno il neo Ministro della Giustizia Bonafede vistava la tendopoli, assicurando il suo tempestivo intervento per trovare una sede alternativa ed idonea al tribunale.

Tornato a Roma il Guardasigilli faceva approvare dal Consiglio dei Ministri un decreto che prevedeva lo smantellamento dei gazebi di giustizia e la sospensione di tutte le udienze e dei termini di prescrizione a Bari fino al 30 settembre. Oggi, passato il 30 settembre, il Ministero non ha ancora individuato uno stabile adeguato al nuovo Palazzo di Giustizia del capoluogo pugliese. I problemi rimangono.  Infatti , scaduti i termini del decreto che congelava i processi a Bari, la macchina della giustizia si è dovuta rimettere in moto. Sono oltre 25000 le notifiche di udienze che dovranno essere recapitate nei prossimi giorni. Il numero dei cancellieri attualmente disponibili non sono in grado di affrontare l’enorme carico di lavoro. Probabile, quindi,  il rischio di prescrizione di migliaia di processi. Ad oggi senza una soluzione che sembrava rapida le Cancellerie sono dislocate in cinque diversi uffici di Bari e provincia.