incidente stradale

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli dice che renderà obbligatorio su tutte le automobili, “già in autunno”, un sensore per avvertire la presenza di bimbo a bordo dopo che si è chiusa l’auto. L’iniziativa del ministro avviene sull’onda di un recente episodio di cronaca che evidentemente lo ha spinto a questa apprezzabile iniziativa. Certo, ci saranno problemi con i milioni di auto circolanti e con tutti i seggiolini da revisionare, ma Toninelli avrà la soluzione già mente, si spera.
Negli ultimi otto anni, in Italia sono morti sei bambini per questa colpevole dimenticanza e qualsiasi iniziativa per salvare vite umane è sacrosanta.
Io mi aspetterei però qualche provvedimento per altri cadaveri che il ministro dei Trasporti evidentemente ignora. A Roma l’anno scorso, nelle vie della capitale, nelle sole strade urbane, sono morte in incidenti stradali 97 persone. Distrazione per l’uso dei telefonini, eccesso di velocità, ubriachezza, droghe, mancato rispetto dello stop, della precedenza, dei pedoni e dei ciclisti, incroci oscurati da automezzi in sosta vietata. Ripeto: 97 morti solo a Roma, ogni mese otto vittime!
Ben vengano i sensori nei seggiolini. Ma forse sarebbe anche il caso di educare meglio i conducenti, aumentare i controlli, inasprire le pene. Nel 2017 ci sono stati in Italia 3.378 morti, una strage impressionante dovuta all’indisciplina, all’abuso, alle eccessive distrazioni. Ci spaventa tanto il terrorismo e poi dieci cadaveri al giorno sulle strade di casa nostra e si continua a chiudere gli occhi? Quand’è che qualcuno parlerà finalmente di questa carneficina quotidiana come emergenza grave, autentica epidemia, pesantissima causa di mortalità che andrebbe affrontata per davvero?