In Israele siamo riusciti a coinvolgere le persone il più possibile, anche con le scuole di sicurezza che aumentano la capacità di ciascuno di osservare, riferire, intervenire. Tutto questo ha consentito di raggiungere uno standard di sicurezza molto elevato. Poi, c’è il problema dei social media, il confine tra libertà e incitamento. È di sicuro una linea da definire, non da un solo paese ma dalla cooperazione globale. Abbiamo fatto comprendere quanto sia importante l’esigenza di condividere le informazioni. Con Google, Twitter, Whatsapp abbiamo un dibattito in corso per stabilire cosa sia consentito. Certo, la tecnologia ci consente di fare uno screening efficace. Ma pensate all’azione dei cosiddetti “Lupi solitari”: possono essere attivati da qualsiasi parte del mondo e questo deve far comprendere a tutti gli stati quale dovrà essere il livello di cooperazione.