Un sito che ha la giustizia come titolo e scopo deve dare il massimo del risalto al seguente dato reso noto dall’Organizzazione mondiale della sanità: ogni anno muoiono un milione 350.000 persone in incidenti stradali. Il pianeta Terra è disseminato di morti per questa “pandemia” sempre più diffusa e sempre più in aumento. Ma l’aspetto più tragico è che di queste stragi nessuno dei governanti sembra rendersi conto. L’incidente stradale continua a essere valutato come un prezzo inevitabile da pagare al progresso, al destino, alla stupidità umana. Ci si rassegna come a un evento prevedibile ma inevitabile; un fulmine, un terremoto, una malattia incurabile.
E invece il problema andrebbe affrontato alla radice. Con l’educazione scolastica, con l’obbligo feroce del rispetto di tutte regole stradali, col controllo della circolazione meticoloso e severissimo, soprattutto sui limiti di velocità, sulla sicurezza attiva e passiva dei mezzi, sul rispetto cosciente (per la nostra incolumità e per quella altrui) di quelle norme che possono salvarci. Stiamo parlando di vite umane e non del semplice danno a un paraurti. La distrazione – che l’uso dei telefonini alla guida ha incrementato a un livello pericolosissimo – è diventata una delle principali cause degli incidenti. Il mancato uso delle cinture da parte di tutti i passeggeri contribuisce ad alzare la mortalità come una specie di nuovo tumore. Un bambino in macchina lasciato senza cintura, magari in braccio al genitore, diventa come un palla di cannone all’interno della vettura in caso di tamponamento o brusca frenata. Velocità, alcol e droghe trasformano milioni di automobilisti in killer potenziali che, nell’interesse di tutti, andrebbero fermati.
È un settore, questo della circolazione stradale, da affrontare drasticamente perchè non si possono accettare cosí grandi sventure e continuare a far finta di niente. In Italia l’ultimo rilevamento dell’Istat parla di 3.283 morti e 249.175 feriti. In un anno! E dire che non siamo tra i paesi più scellerati. I dati dell’Oms assegnano questo tragico primato alla Cina con 261 mila vittime l’anno, e all’India con 208 mila. Sono vere e proprie carneficine di cui le case automobilistiche, i petrolieri, tutti i governanti che non regolamentano la circolazione  dovrebbero farsi carico, invece di chiudere gli occhi e puntare sempre sulla crescita di un settore che è sì parte integrante della sviluppo e dell’economia; ma sta diventando anche in Italia – è davvero tragico rendercene conto – il principale motivo di morte per le persone fino ai 25 anni di età.
La peggiore sventura che abbia toccato il genere umano, la Shoah del nazismo, fece sei milioni di vittime. L’equivalente dei prossimi quattro anni di incidenti stradali