bambini immigrati

È un massiccio e continuo flusso di migranti in fuga da conflitti o in cerca di una migliore speranza di vita.

Tra i protagonisti di queste drammatiche traversate in mare aperto ci sono anche i bambini che spesso approdano sulle nostre coste da soli: nel 2017 sono stati circa 17.000 i minori stranieri arrivati nel nostro Paese senza genitori o figure adulte di riferimento. Non è facile dare una risposta efficace alle esigenze di innocenti sradicati dal proprio mondo e a cui viene strappata l’infanzia, ma il Parlamento italiano, nella scorsa legislatura, ha fatto un importante passo in avanti in questo senso, con la legge numero 47 del 2017, meglio nota come legge Zampa. Finalmente è stata dettata una disciplina uniforme su tutto il territorio nazionale in ordine all’assistenza dei minori stranieri, che garantisce loro i diritti alla salute, all’istruzione e alla tutela legale.

Da aprile 2017 i bambini, che non possono più essere respinti alla frontiera, né essere espulsi (salvo che per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, purché ciò non comporti “un rischio di danni gravi per il minore”), vengono identificati in appositi centri, alla presenza di un mediatore culturale.

La legge promuove inoltre lo sviluppo dell’affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alla permanenza nelle strutture.

Nei Tribunali per i minorenni è stato istituito l’albo dei tutori volontari, selezionati dal Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza: è evidente l’importanza del ruolo del tutore per la protezione e l’integrazione di ragazzi giovanissimi che spesso hanno vissuto sofferenze inaudite nei Paesi di origine o durante la fuga e per i quali avere una persona da contattare in caso di bisogno può fare davvero la differenza.

Non è un caso che a tal proposito Save The Children Italia abbia sottolineato che il nostro Paese “può dirsi orgoglioso di essere il primo Paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini migranti prima di tutto bambini”.