Donne che hanno raggiunto un traguardo importante e si sono distinte nel mondo del lavoro, si ritroveranno attorno a un tavolo per discutere della condizione femminile internazionale, spaziando tra burocrazia, politica, diplomazia, ricerca scientifica e giustizia. E lo faranno nel corso del dibattito “È solo una donna/Only a woman”, che si svolgerà la mattina di mercoledì 10 aprile, durante le seconda giornata del Salone della Giustizia al Centro congressi dell’hotel Parco dei Principi a Roma. Tra le relatrici ci saranno: Mara Carfagna, vicepresidente della Camera; Jill Morris, ambasciatore del Regno Unito in Italia (è la prima donna che ricopre questo incarico); Patrizia Paterlini Bréchot, scienziata-oncologa dell’Università Parigi Descartes; Brooke Goldstein, direttore generale Lawfare Project; ed Efrat Duvdevani, direttore generale di Peres Center for Peace and Innovation. A moderare il dibattito sarà il presidente del Comitato internazionale del Salone, Johanna Arbib.
La discriminazione della donna è stata ed è uno dei fenomeni negativi che colpisce tutto il mondo. La sua condizione ha subito molti cambiamenti, influenzati dagli aspetti sociali, politici e culturali di tutti i paesi. Le donne hanno dovuto lottare a lungo per il riconoscimento del loro valore e molte sono state, in passato e ancora oggi, le battaglie per la loro emancipazione e per ottenere i diritti di uguaglianza. Ultimamente si sono registrati passi in avanti e si è scelto di coinvolgere maggiormente le donne in politica, ma anche ai vertici di aziende pubbliche ed è aumentata la presenza femminile nei cda di aziende quotate in borsa. A parlarne saranno però donne che nei rispettivi settori hanno raggiunto successi e hanno viste riconosciute le loro capacità. Ma come sono state accolte e considerate queste eccellenti esperienze? Quali e quante difficoltà, che tipo di ostacoli hanno dovuto superare in politica, in diplomazia, nel mondo scientifico, nelle grandi aziende e nelle organizzazioni internazionali?