Sgominato dalla Guardia di Finanza di Pisa e dal Dipartimento Antifrode del Ministero dell’Agricoltura un sodalizio criminale dedito alla produzione illecita e alla commercializzazione di succo concentrato di mela, sofisticato con acqua e sostanze zuccherine e falsamente dichiarato biologico di origine europea.
Il succo adulterato era prodotto in Serbia e in Croazia, ma di fatto gestito in Italia da imprenditori pisani. Con modalità consolidate si producevano e commercializzavano ingenti quantitativi di succo di mela NON biologico, ma dichiarato come tale, veicolandolo nel territorio dell’Unione europea. In Serbia venivano stilati innumerevoli falsi documentali finalizzati a legittimare la contraffatta natura, qualità e origine dichiarata del prodotto. Il lavoro degli investigatori ha permesso di dimostrare che i succhi di mela ottenuti in Serbia erano prodotti in modo illecito partendo da frutti:
1. non idonei all’alimentazione umana in quanto deteriorati o in avanzato stato di decomposizione, anche per l’elevata presenza di micotossine;
2. contaminati con prodotti chimici non ammessi in agricoltura biologica
(fungicidi, insetticidi ed erbicidi).
Inoltre, il prodotto veniva realizzato aggiungendo – al succo base – acqua e zuccheri di diversa qualità, conferendo così un profilo chimico il più possibile simile a quello della mela, al fine di depistare eventuali controlli ufficiali e successivamente venduto ad inconsapevoli aziende leader del settore alimentare italiano come succo di mela biologico.
Gli investigatori hanno seguito il flusso dei succhi alimentari, che è stato monitorato, mappato ed analizzato anche mediante complesse attività di osservazione e pedinamento in territorio estero e,  attraverso sofisticati sistemi di analisi che prevedono molteplici controlli intermedi, sono riusciti ad accertare la non genuinità del succo bloccando anche la commercializzazione di partite potenzialmente a rischio per la salute umana.
Gli esiti delle investigazioni hanno permesso alla Procura della Repubblica di Pisa di chiedere la custodia cautelare in carcere per 9 persone, di cui 8 in Italia, oltre che il sequestro preventivo, di beni mobili ed immobili, nei confronti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte nel traffico di falsi succhi di mela biologici per un valore di oltre 6 milioni e mezzo di euro.
Le attività esecutive delle predette misure cautelari in territorio estero sono state rese possibili grazie alla collaborazione transfrontaliera di funzionari di Eurojust che hanno operato le perquisizioni e il sequestro delle aziende aventi sede in Serbia e Croazia.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 1.411 tonnellate di prodotto adulterato e falsamente designato «biologico» per un valore di € 4.848.000,00.