Decine di depositi fantasma in tutta Europa, un carosello di migliaia di spedizioni incrociate di milioni di litri di vodka, whisky ed altre bevande alcoliche, partite di prodotto scaduto, finte esportazioni di bottiglie vuote ed addirittura laboratori di droga. Gli espedienti per sottrarre gli alcolici alla gravosa imposizione fiscale vigente nel Regno Unito non avevano davvero limiti né confini: da qui l’operazione “sine finibus”, un percorso investigativo durato tre anni, che ha visto i Finanzieri del Comando Provinciale Udine ricostruire, passo passo, tutta la filiera, dalla produzione al trasporto, sino alla distribuzione, ricercandone direttamente le prove dell’insidiosità in 15 Paesi europei, sui 17 coinvolti, sino a ricostruirne il volume – 180 milioni di litri di alcolici “contrabbandati” ed 80 milioni di euro di accise evase – ed identificarne gli operatori economici a vario titolo coinvolti, 87, e le persone responsabili, 60, tutte denunciate alla Procura della Repubblica friulana.  La struttura dell’associazione criminale transnazionale è stata smantellata sotto l’alto coordinamento di Eurojust. Le indagini sono partite nel 2016, quando una piccola azienda di ingrosso di bevande alcoliche, aveva chiesto la disponibilità di un deposito fiscale per far “transitare” un carico di prodotto energetico. La richiesta fu ritenuta anomala dalle Autorità competenti. Il prodotto energetico, così come le bevande alcoliche in genere, circola scortato da un documento valido in tutta Europa, l’e-AD, munito di un codice univoco di identificazione, l’ARC, tracciabile da tutte le dogane e le polizie finanziarie dell’Unione. Chiedere di far “transitare” un carico sottintendeva una presa in carico formale utile a nasconderne l’effettiva destinazione. L’approfondimento rilevava che il deposito fiscale risultava avere una giacenza di bevande alcoliche più che quintupla rispetto alla capienza massima, segno che il prodotto entrava solo cartolarmente.
Il sistema è apparso subito estremamente diffuso ed articolato:
1. grandi società produttrici europee, in buona parte compiacenti, ricevevano ingenti ordini di alcolici da alcune società distributrici, nate da poco, senza alcuna caratura finanziaria, ma stranamente in grado di movimentare, da subito, enormi partite di merci;
2. le merci, regolarmente accompagnate dal documento fiscale elettronico di scorta, erano destinate ad alcuni depositi fiscali italiani intestati a prestanome, persone prive di capacità patrimoniale e finanziaria, utili solo per rilevare la titolarità della licenza fiscale necessaria a potere entrare nella giostra delle spedizioni internazionali.
Le indagini hanno appurato che i camion transitavano realmente in Italia, almeno in gran parte: due, infatti, con circa 27.000 litri di vodka, sono stati sequestrati, tra il 2017 ed il 2018, dai Finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Udine mentre tornavano verso il Brennero dopo avere falsamente “smarcato” l’arrivo e lo scarico in Sicilia ed in Valle d’Aosta;
3. da questi depositi, non appena perfezionata la presa in carico con la “accettazione” e la “conferma” dell’e-AD, necessarie per chiudere contabilmente le spedizioni, le merci – con lo stesso vettore – iniziavano un vero e proprio carosello di destinazioni, sempre funzionale alla consegna finale, al momento opportuno, su suolo britannico, tramite:
a. l’esportazione cartolare verso paesi terzi (Russia, Macedonia, Emirati Arabi Uniti, etc.);
b. l’invio, con altro documento fiscale elettronico, verso ignari depositi fiscali dell’est Europa che, appresa la pendenza, le avrebbero – purtuttavia giorni dopo – respinte;
c. l’invio, sempre con altro e-AD, proprio verso il Regno Unito, da dove sarebbero, poi, state cartolarmente esportate. In questo caso, approfittando della validità di 5 giorni che il documento elettronico normalmente ha, si doveva fare in modo di poterlo abbinare a più carichi;
d. l’invio, in nero, occultate sotto altra dicitura non gravata da obblighi documentali. In questo caso le bevande rimanevano contabilmente in carico al deposito italiano, che si trovava ad avere volumi assolutamente incoerenti con le sue dimensioni. È il caso, tra i molti, di depositi individuati ad Aosta, Zafferana Etnea (CT), Milano, Pavia, Alessandria e Cuneo;
4. parallelamente, due distillerie nazionali, senza grandi sbocchi commerciali, avevano ricevuto l’ordine, dagli stessi distributori, di produrre partite di vodka per il medesimo mercato, da movimentarsi spacciandole quali succhi di frutta o facendo figurare spedita all’estero la merce inviando, in realtà, bottiglie vuote.

Identificata la rete criminale, è stato necessario pianificare un intervento congiunto presso tutti gli operatori commerciali per comprendere la natura delle relazioni, acquisire la documentazione ed individuare i manovratori della frode.
Sono state quindi eseguite, contestualmente in 15 Paesi Europei (Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Slovacchia, Spagna, Cipro, Francia, Regno Unito e Svizzera), oltre 50 perquisizioni presso le società mittenti, le intermediarie e le aziende speditrici, appurando, nella maggior parte dei casi, la fittizietà delle operazioni, l’assenza delle merci o la diversa destinazione d’uso dei locali.