Un giustizia da riformare e la necessità di riportare il cittadino al centro del sistema giudiziario. È stato questo il senso della relazione annuale sull’amministrazione della giustizia che il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha presentato dapprima al Senato e poi alla Camera. Nel corso del suo intervento, il Ministro ha voluto sottolineare come il comparto giustizia rappresenti uno dei pilastri più importanti per un ordinamento giuridico che ambisca a definirsi realmente democratico e che influenza altri settori strategici, quale quello sociale ed economico.
Il nostro sistema giudiziario, sulla base dei dati forniti dal rapporto del Censis 2018, è costoso, lento ed incapace di garantire la tutela dei diritti. Bonafede ha evidenziato che la costruzione effettiva di una giustizia a misura di cittadino richiede la costante partecipazione al processo di rinnovamento da parte di tutti i soggetti che, a vario titolo, gravitano intorno all’universo giudiziario.

La giustizia, alla luce della Legge di Bilancio approvata a fine dicembre e come da contratto di governo, per l’Esecutivo rappresenta, dunque, una priorità. In manovra, particolare attenzione è stata rivolta alla problematica della carenza di personale amministrativo e di magistrati attraverso investimenti strutturali e adeguati stanziamenti in bilancio.
Tradotto in cifre, questo vuol dire l’aumento del ruolo organico della magistratura ordinaria di complessivi 600 magistrati con un’attenzione prioritaria riservata al personale amministrativo che con il proprio impegno costante e il supporto quotidiano all’azione dei magistrati, fornisce un contributo essenziale al corretto funzionamento della macchina giudiziaria. Con la legge di bilancio sono state inoltre previste maggiori risorse per 224,77 milioni di euro nel triennio 2019-2021 in vista dell’assunzione a tempo indeterminato di 3.000 unità di personale amministrativo giudiziario.
Proprio le lungaggini processuali e le carenze di risorse materiali ed umane, sono state i temi centrali dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario il 26 gennaio.
Il giorno prima, il Presidente della Suprema Corte di Cassazione, Giovanni Mammone, aveva sottolineato come la gestione della struttura giudiziaria risente di una persistente carenza di risorse, soprattutto per quanto concerne il personale amministrativo. La percentuale di scopertura nazionale è del 21,38% ma in alcuni distretti supera il 25%.
Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, attraverso tutte le sue delegazioni, era presente all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario e, come era già avvenuto l’anno scorso, ha colto l’occasione per rivendicare, ancora una volta, le proprie istanze che, ad oggi, sono quelle di tutti coloro che operano nel diritto.
Dai vari interventi, è emersa la necessità di colmare i gravissimi vuoti di organico che da anni affliggono il nostro sistema giudiziario e che sono tra le cause delle lungaggini processuali che spesso portano alla prescrizione dei procedimenti.
Tempi morti che la giustizia italiana non può più permettersi poichè necessita di una complessiva revisione le cui fondamenta siano personale amministrativo, magistrati e tutti gli operatori del diritto.
I vertici delle istituzioni giudiziarie, intervenuti all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, hanno ribadito la massima attenzione al potenziamento degli uffici giudiziari, salutando con favore le nuove assunzioni di magistrati e personale amministrativo annunciate dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. La presenza di risorse capaci ed esperte è indispensabile perché la magistratura sia nelle condizioni di poter operare.
I delegati del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari, hanno avuto l’opportunità dar voce alle proprie istanze in un contesto dove le carenze di personale ed i prossimi, numerosi pensionamenti sono stati temi al centro di ogni intervento. Tutti d’accordo sul fatto che sarà necessario monitorare, dunque, gli effetti delle nuove riforme in materia di pensionistica onde evitare che i benefici delle assunzioni vengano annullati dai troppi pensionamenti.
Nonostante le numerose carenze ed i tanti interventi a favore di nuove assunzioni, però, ancora non c’è chiarezza sulle tempistiche dei prossimi scorrimenti della graduatoria per il profilo di assistenti giudiziari ma, soprattutto, ci sono ancora 200 idonei che da maggio 2018 attendono notizie ma, finora, da via Arenula tutto tace e, per ora, nessun decreto di convocazione.
Il Ministro della Giustizia, dal canto suo, ha manifestato più volte, l’intenzione di procedere all’esaurimento integrale della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario aggiungendo di essere consapevole che, in merito, ci sono numerose aspettative.
A questo punto, crediamo. non solo da parte degli idonei, evidentemente.