Perché Luigi Di Maio si è tanto scandalizzato per l’elezione di David Ermini a vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura? Il Movimento 5 Stelle preferiva qualcuno che non fosse politicizzato (Ermini è un ex senatore Pd) e questa linea politica è una scelta – condivisibile o no – ma corretta. Però i consiglieri laici sono stati tutti nominati dal Parlamento in seduta comune. Il M5S (avendo 727 voti) avrebbe potuto bocciare Ermini già in quella circostanza. E anche al Csm, con un minimo di capacità politica, i grillini potevano far prevalere il proprio candidato. Ma nelle prime due votazioni non c’è stata la maggioranza richiesta e alla terza bastava la maggioranza semplice.

Il professor Benedetti, candidato Cinquestelle, poteva contare su 11 dei 26 voti. Ermini su 13. Sono diventati così determinanti i due voti dei consiglieri espressi da Forza Italia. Entrambi si sono astenuti e così ha vinto Ermini, unico Pd degli otto consiglieri laici scelti dal Parlamento.

Vediamo allora come sono andate le votazioni. Area e Autonomia&Indipendenza (il gruppo di Davigo) hanno sostenuto fino all’ultimo la nomina del giurista Benedetti (per il quale sono state espresse 11 preferenze, comprese quelle dei laici M5s e Lega). Unicost (formazione centrista) e Magistratura Indipendente (impronta conservatrice) hanno sostenuto Ermini. Rimangono i due membri di diritto che sono il vertice della magistratura: presidente e procuratore generale della Cassazione. Entrambi si sono sempre schierati con Ermini. Che sostanzialmente è stato eletto perché così ha deciso la maggioranza dei giudici italiani, privilegiando fra i membri laici l’ex responsabile Giustizia del Pd al giurista votato dalla piattaforma Rousseau.

Di Maio adombra un complotto (“Il Sistema è vivo e lotta contro di noi”) ma le votazioni si sono svolte nel totale rispetto della Costituzione.