Vivo l’esperienza di 5 anni senza un lavoro. La mia vita è cambiata radicalmente in peggio da quando non ho più le giornate scandite dall’impegno di un lavoro. Le mie settimane, da 5 anni a questa parte, sono tutte uguali. Passo quasi tutto il tempo in casa, davanti al Pc, a cercare le offerte di lavoro. Esco a fare due passi per lo stretto necessario. Non ho più una automobile, che ho dovuto eliminare perché, senza lavoro, non avrei potuto mantenerla. Non faccio vita sociale perché nel paese in cui vivo non ci sono spazi di aggregazione a costo zero, e andare nei locali significa avere disponibilità economica. Vivo nella perenne attesa di una telefonata da qualche azienda a cui ho inviato il mio curriculum. La mancanza di un lavoro a 51 anni significa annientamento. L’ultima cosa che vorrei è il reddito di cittadinanza, perché questa misura non porterà ad avere un’offerta di lavoro, come dicono dal governo. Non ho trovato un’offerta di lavoro in 5 anni di ricerca instancabile, e il governo va dicendo che nel giro di pochi mesi riesce a riformare i centri per l’impiego e a fornire a noi disoccupati non una, ma ben tre offerte di lavoro. Io non voglio una card per comprare il tonno al supermercato: vorrei riavere la mia autonomia e la mia identità personale e sociale. Io rivoglio la mia dignità.
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